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La “Great resignation” e la necessità di rivedere le priorità di lavoratori e aziende

La “Great resignation” e la necessità di rivedere le priorità di lavoratori e aziende

Welfare on Demand - le soluzioni alla Great resignation
Welfare on Demand - le soluzioni alla Great resignation

Un fenomeno partito dagli USA, ma che sta diffondendosi anche sempre di più in Italia.

Il fenomeno è stato ampliato dalla pandemia, ma le radici sono da ricercarsi più approfonditamente

Per "Great Resignation" si intende il significativo aumento delle dimissioni volontarie da parte dei lavoratori.
Le cause che portano a questa decisione sono molteplici: il burnout, la ricerca di un posto di lavoro che preservi il benessere, il desiderio di poter avere la possibilità di gestire le giornate di lavoro difendendo il work-life balance, poter lavorare per obbiettivi e risultati e non timbrando il cartellino.
Il detonatore di tutto questo è sicuramente stata la pandemia da COVID-19, soppratutto peril ricorso intensivo al remote working.
Le persone hanno quindi avuto la possibilità di aspettarsi altro dal lavoro e di rivalutare le loro priorità.
Alcune ricerche hanno evidenziato che le principali motivazioni che portano i lavoratori ad abbandonare il proprio posto di lavoro sono la ricerca di maggior flessibilità e la ricerca di maggior equilibrio tra vita lavorativa e privata (il cosiddetto work-life balance), oltre al poter gestire autonomamente il proprio tempo.

Le soluzioni alla "great resignation"

Il problema principale che porta la great resignation è il turnover che genera all'interno dell'azienda, con la possibilità che le aziende si trovino presto a faticare per ricoprire posizioni rimaste scoperte.
E' possibile che datori di lavoro e manager si ritrovino impotenti di fronte a questo fenomeno.
E' pertanto necessario che le aziende mettano in piedi dei sistemi per migliorare il clima aziendale, e ad aumentare la motivazione nelle persone che lavorano per l'azienda. Tutto questo potrà essere realizzato grazie a dei sistemi di "emplyoer branding", investendo fortemente in strumenti per il miglioramento del work-life balance.
Per tutte le organizzazioni che possono farlo, il potenziamento del lavoro da remoto, può costituire un punto di svolta notevole. Aumentando il ricorso allo "smart working", dando soprattutto la possibilità ai dipendenti di gestire il proprio tempo lavorativo e di lavorare per obiettivi, si può raggiungere un grandissimo punto di svolta e convincere le persone attente a questo aspetto che vale la pena spendere il proprio tempo a lavorare per l'azienda.
E' poi necessaria la valorizzazione del singolo individuo, sempre, sia a livello professionale che a livello personale.
A livello professionale è necessario investire in formazione continua, per far sentire le persone parte di un progetto professionale di ampio respiro.
Altro grandissimo punto su cui investire è un piano di welfare aziendale ben strutturato, sulla base delle reali esigenze dei dipendenti e delle loro famiglie.
Prima di tutto è necessario ascoltare le proprie risorse umane per capire quali siano le loro reali esigenze.
Successivamente è necessario implementare un piano di welfare basato su quanto emerso nella fase di ascolto andando ad offrire tutti quei benefit utili davvero alle persone.
La combinazione di tutti questi elementi potrà così portare ad una riduzione del turnover in azienda.
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